domenica 26 aprile 2020

Coronavirus: Asso Impianti Sportivi, riapertura o sport muore

"Il mondo delle associazioni e delle società sportive ha già perso milioni di euro di introiti e migliaia di posti di lavoro: se il 4 maggio non si consentirà la riapertura degli impianti capaci di assicurare la sicurezza sanitaria, moltissime realtà sportive dei territori sono destinate a morire". Così Pietro Di Paoloantonio, Presidente di Asso Impianti Sportivi, associazione che rappresenta gestori pubblici e privati di impianti dedicati allo sport.

"Chiediamo con forza al Ministro dello Sport Spadafora e al Governo indicazioni chiare per riaprire le strutture e interventi di sostegno al settore - prosegue -. Servono la detrazione al 100% delle spese sostenute per la sanificazione, per l'acquisto di DPI e per il riassetto delle strutture, un incremento del fondo stanziato al Credito Sportivo, ad oggi completamente insufficiente, e il riconoscimento di un credito di imposta del 60% sugli affitti anche per tutti quegli immobili, non rientrati nella categoria catastale C1, in cui vengono svolte le attività sportive. E' inoltre necessario semplificare le pratiche autorizzative per la realizzazione di strutture removibili e temporanee, così da consentire la creazione di spazi all’aperto per svolgere la pratica sportiva in sicurezza fino alla fine dell'emergenza Covid-19", conclude.

mercoledì 22 aprile 2020

Ecco cosa si cela dietro un impianto sportivo (vuoto)

Un video "documentario"per far conoscere le difficoltà che stanno oggi affrontando i gestori di impianti.

In poche ore ha già raggiunto migliaia di visualizzazioni: un video “documentario” che cerca di spiegare quanti sacrifici ci siano dietro questo lavoro e quali siano i costi di gestione di un impianto sportivo, nello specifico una piscina.

Al contempo spiega quale sia il valore, indiscutibile, che la pratica sportiva, sia essa amatoriale o agonistica, costante e continuativa, apporta al sistema socio-sanitario del Paese.

A fronte di questo, sottolineano i gestori, scarse se non nulle, sono le attenzioni del Governo che si è “dimenticato” di un settore, quello dello sport di base, che conta un milione tra tecnici, atleti e dirigenti che fanno di questa passione un lavoro, decine di migliaia di impianti sportivi, oltre 20 milioni di praticanti ed un’incidenza sul pil, con l’indotto, di quasi il 4%.

“Non abbiamo certezze; le date di riapertura sono solo ipotesi che variano di giorno in giorno, non sappiamo quali saranno e in che modalità dovremmo applicare le misure di sicurezza sanitaria, con tutte queste incertezze e con i costi che corrono, non sapremo se potremo riaprire le porte”.


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venerdì 17 aprile 2020

Abbonamenti e quote dei centri sportivi, la parola all'esperto.

A cura dell'avvocato Bianca Maria Stivanello

E’ sempre più diffusa e capillare l’azione promossa da diverse associazioni di consumatori per tutelare il diritto degli utenti alla restituzione di quanto pagato a palestre e centri sportivi per servizi non utilizzati a causa del blocco delle attività imposto dai provvedimenti emergenziali per il contrasto e la diffusione del Covid-19.
Non bastava la chiusura prolungata degli impianti e non bastavano l’incertezza sui tempi della riapertura né la consapevolezza che la ripresa sarà comunque condizionata al rispetto doveroso di misure anticontagio: per i gestori di associazioni e società sportive, che in una situazione di carenza di liquidità già devono sostenere costi fissi come affitti, mutui o termini di pagamento non prorogati, si prospettano all’orizzonte nuovi fronti di preoccupazione.

Come comportarsi di fronte a tali pretese? Si è obbligati a restituire le quote? Ci sono soluzioni alternative? 
Per rispondere a questi interrogativi e cercare di chiarire i dubbi dei sodalizi sportivi è utile in primo luogo richiamare il concetto di associato e tesserato, valutare il contenuto e le modalità di erogazione della prestazione sportiva dilettantistica nonché il concetto di prestazione impossibile e le implicazioni sulla responsabilità contrattuale. Ma andiamo con ordine.

sabato 4 aprile 2020

Bonus di 600 euro per i collaboratori sportivi. Emanato il decreto attuativo

Ancora dubbi sulle decisioni prese.
Da domani, ore 14 - secondo le indicazioni del Ministro Spadafora -  sul sito di Sport e Salute sarà visibile un numero di telefono al quale mandare un SMS con il proprio codice fiscale. Si riceverà, sempre per messaggio, un numero di prenotazione e l’indicazione del giorno e della fascia oraria in cui sarà possibile compilare la domanda sulla piattaforma.
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, ha emanato il decreto attuativo dove sono definite le modalità di presentazione delle domande a Sport e Salute per ricevere l’indennità di 600 euro una tantum prevista dal Decreto Legge “Cura Italia” per il mese di marzo 2020 a favore dei collaboratori sportivi (art. 96, decreto-legge 17 marzo 2020, n.18).
Da quanto emesso, emergono già i primi interrogativi. Quando sarà pronta la piattaforma? Domanda lecita perché si fa riferimento alla giornata di domani per l'invio dell'sms ma non c'è traccia di altra indicazione sul parto della stessa. Secondo: l'indirizzo di priorità ai percettori che hanno registrato un massimo di diecimila euro - di redditi inerenti al decreto - esclude una parte consistente se non maggioritaria della platea dei soggetti a cui dovrebbe essere finalizzato il Decreto stesso. In più, anche i tempi di assegnazione - 30 giorni dalla ricezione di una domanda i cui tempi di presentazione sono indefiniti  - lasciano forti dubbi. L'assegnazione del bonus non può non considerarsi prioritario per le persone che devono riceverlo e per le loro famiglie. Ogni ritardo è colpevole. Per non parlare di uno slalom tra i documenti richiesti in pieno stile burocratico nostrano. Grave in un periodo emergenziale.  

giovedì 2 aprile 2020

Petizione per il governo: Senza impianti lo Sport non è Sport!

ASI, sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19, è impegnata a sostenere le istanze del mondo dell’associazionismo sportivo, presso le istituzioni politiche e sportive.
E' giunto il tempo di far sentire la voce di tutti!
Come fare in questo momento in cui molti di noi sono, a buon ragione, costretti a stare in casa?
Abbiamo pensato di sfruttare una delle opzioni che le nuove tecnologie ci mettono a disposizione, una petizione on line da inviare al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro delle Politiche Giovanili e dello Sport Vincenzo Spadafora, al Presidente del CONI Giovanni Malagò ed al Presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli.
Firmate e condividete, oggi più che mai è importante far sentire la nostra voce!
Il messaggio che verrà reapitato è il seguente:
Potreste immaginare una partita di basket senza canestri? Una di tennis o pallavolo senza rete? Una gara di nuoto senza corsie?
E privare la cittadinanza di svolgere attività sportiva?
Tutto questo a breve potrebbe essere realtà!

martedì 31 marzo 2020

Indennità di 600 euro per gli sportivi con Partita IVA: come ottenere il PIN

Avvertenza: queste indicazioni valgono soltanto per i titolari di Partita IVA. L’indennità di 600 euro per i collaboratori sportivi inquadrati con i compensi di cui all’art.67 comma I lett.m) TUIR ( lettera di incarico / co.co.co. amministrativo gestionale) non vanno richiesti all’INPS ma a Sport e Salute s.p.a. Per le modalità di presentazione delle domande, criteri, termini ecc. si deve attendere un decreto interministeriale che dovrà essere adottato entro il 1 aprile.
Il Decreto Cura Italia –D.L. 17 marzo 2020 n.18 – prevede un’indennità di 600 euro una tantum per il mese di marzo per  i titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata INPS, che comprende anche i liberi professionisti sportivi come ad esempio i personal trainer.
Requisiti
essere titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020
non essere titolari di pensione
non essere iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria
La stessa indennità è prevista anche per i titolari di partita IVA iscritti alla gestione INPS ex ENPALS  nel rispetto dei seguenti requisiti:
avere almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019;
con reddito non superiore a 50.000 euro
non essere titolari di pensione

martedì 24 marzo 2020

Lettera aperta del Presidente Nazionale Barbaro. "Non siamo invisibili"

“Ho pensato a lungo se e come settorializzare le rivendicazioni. Perché, in un momento di emergenza generale e con possibili soluzioni per tutti, nessuno escluso, una difesa corporativa dei propri interessi avrebbe potuto costituire un elemento miope della lettura o eccessivamente sbilanciato nella difesa del proprio orticello…”. È l’eccessiva miopia del nostro Governo, che mi ha costretto a rompere gli indugi e scendere in campo, oltre ad aver visto una quotidiana e stucchevole difesa corporativa da parte dei soggetti sportivi istituzionali tesi a difendere le proprie discipline e, anche, alla sensazione netta di assistere a un processo in cui quelle componenti sportive, che tanto rappresentano per il nostro Paese, sono oggi sostanzialmente trascurate dagli interventi timidi di Palazzo Chigi.
Abbiamo lavorato per sottoporre al Governo i numeri dello sport – tanto da essere citati in Gazzetta Ufficiale - fatto sentire la nostra voce con tutti i mezzi a nostra disposizione e richiesto un tavolo che mettesse a confronto tutte le componenti del mondo dello sport. Ignorato dal Ministro Spadafora. Ma noi non ci arrendiamo e abbiamo preparato emendamenti che potrebbero cambiare il volto al decreto Cura Italia, all’esame del Parlamento. Sempre che qualcuno abbia interesse ad ascoltare una base ampia, che si intreccia con l’attività di venti milioni di italiani, socialmente determinante, ma troppo spesso invisibile agli occhi della politica. 
Mi confronto quotidianamente con la nostra gente, con quella che ha contribuito a dare vita a un grande tessuto sportivo e a una grande famiglia, quella di ASI. 
Con il nostro provinciale di Bergamo, qualche giorno fa, commentando quelle immagini che hanno fatto commuovere tutti noi, con dieci pagine di necrologi fitte di volti e di nomi; con chi era abituato ad alzare la serranda della propria palestra ogni giorno e alla stessa ora o con chi in quella palestra ci lavorava; con chi stava per premere il grilletto della pistola da starter, dopo aver sognato tutto l’anno l’inizio del proprio evento.